13.05.2022

Silent book: cosa sono e come utilizzarli

Un incontro rivolto agli adulti per conoscere i silent book

Silent book: cosa sono e come utilizzarli

Da sempre l’uomo comunica attraverso le immagini. Leggere non è un’azione che fa parte della nostra natura: la scrittura, e di conseguenza la lettura, sono invenzioni dell’uomo, perciò il nostro cervello non nasce con questa esigenza, è un processo che deve essere appreso. E leggere è uno dei processi più complessi che il nostro cervello possa compiere perché mette in campo tre parti contemporaneamente: quella che elabora i suoni (anche nella lettura silenziosa); un’altra che controlla le informazioni visive (lettere, parole immagini); l’ultima che analizza il significato delle parole. L’immagine invece è un’informazione più “facile” da gestire per il nostro cervello, attraverso di essa possiamo comunicare anche se non sappiamo scrivere.

Ma cos’è un “silent book”? E’ un albo che affida il racconto esclusivamente alle immagini. Si tratta dunque di un libro per tutti, che ha la capacità di superare le barriere linguistiche e di favorire l’incontro e lo scambio tra culture diverse. Un libro democratico e aperto. I silent book raccontano la vita reale e immaginaria, trattano tutte le tematiche che state cercando e danno la possibilità di essere interpretati e raccontati in mille modi diversi, a seconda dell’umore, dell’età, del vissuto e, soprattutto, della fantasia del lettore.

Un incontro divertente e informale, quello organizzato dalla biblioteca di Predazzo nell’ambito della mostra Nati per leggere: un gruppo di insegnanti e di adulti che si è ritrovato a chiacchierare di libri silenziosi per bambini.

Abbiamo raccontato come scegliere un silent, le diverse possibili modalità di lettura e i loro benefici, ma soprattutto abbiamo sfogliato e curiosato diversi libri, analizzando dettagli e particolari, grafiche e storie molto diverse tra di loro.

Come faccio a leggere ad un bambino un libro senza parole?

Il blocco è spesso dell’adulto: Cosa dire? Usare sempre le stesse parole? E se l’interpretazione non fosse quella corretta? Come gestire il silenzio? Che si tratti di un albo illustrato oppure di un silent book, l’adulto è sempre il mediatore e se sceglie un libro per il bambino è perché prima lo ha letto, valutato e ritenuto adatto. Ecco, una lettura autonoma può aiutare a farne poi una condivisa con il bambino: prepararsi delle domande, scovare dei particolari, sapere cosa succede dopo in modo da stimolare la narrazione e accompagnare il bambino nella lettura, poi tutto verrà da sé. L’importante è non monopolizzare il racconto, il bello dei silent book è che i bambini ne diventano protagonisti e in qualche modo anche autori.

Diversi insegnanti hanno confermato di utilizzare questo genere di libri anche nella loro quotidianità, dal nido alla scuola secondaria di primo grado, anche se capita ancora di incontrare adulti che faticano ad approcciarsi a questi libri, a causa della mancanza di un testo narrativo “visibile”. Questi albi offrono spunti per molteplici attività da fare con i bambini e ragazzi: laboratori di scrittura creativa, sia in maniera autonoma che in gruppo, drammatizzazione e teatro del testo, arte, persino musica se al posto delle parole si decide di affidare la narrazione alle note musicali. E così, ancora una volta, abbiamo letto e ricordato quanto riportato nella prima pagina di Chiuso per ferie, pubblicato nel 2006 da Topipittori:

Nota dell’editore:

Confidando nell’acume dei suoi piccoli lettori, l’autore non ha ritenuto necessario tradurre in parole questa storia, affidata al solo potere delle immagini. Nel caso i genitori dei lettori incontrino difficoltà di comprensione, suggerisce senz’altro ai bambini di raccontare loro, pagina per pagina, i fatti straordinari che vi accadono.

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